Le pietre della Vita

Centro Convegni del Castello di Sarzano - Casina (Reggio Emilia)dal 24 settembre al 30 ottobre 2016

 

Se guardiamo alla nostra montagna nell’unica prospettiva intelligente oggi plausibile, quella che vuole comprendere la complessità e il destino del rapporto uomo-società-ambiente anche nel microcosmo dell’Appennino, il tema della storia naturale e della civiltà non può essere sottovalutato nella formazione dei nostri più giovani concittadini.

Grazie ai fossili possiamo conoscere il nostro passato e l'evoluzione delle altre specie. Le pietre della vita è un percorso accessibile a tutti per comprendere, con reperti originali, testi e disegni, le varie tappe dell'evoluzione, fino alla scoperta dell'agricoltura da parte di Homo sapiens, cioè alla trasformazione che ha reso possibili le grandi società organizzate.

L’allestimento è curato da Franco Capone, documentarista e giornalista specializzato in antropologia e paleontologia del gruppo editoriale di Focus, che mette a disposizione la sua collezione di fossili originali e di calchi fedeli di reperti unici. Dalle alghe stromatoliti ai pesci corazzati, dagli ittiosauri (rettili a forma di pesci) all’ Archaeopteryx (anello di congiunzione con gli uccelli) fino allo scheletro di Lucy, icona delle origini dell’uomo. Inoltre, strumenti dell’età della pietra e le riproduzioni delle prime divinità raffigurate nelle grotte. Saranno proiettati anche alcuni video, fra cui uno sui cacciatori raccoglitori della Tanzania, che possono mostrare aspetti di vita simili a quelli dei gruppi preistorici.

La mostra, divisa in 15 sezioni, si avvale delle visite guidate dello stesso curatore, per arrivare a una conclusione: le trasformazioni dell’ambiente e l’adattamento dei nostri progenitori, lontani e “recenti”, hanno consentito, dopo tragiche estinzioni di massa, il successo della specie umana. Siamo insomma il risultato fortunato di una serie di eventi critici. Noi tutti dobbiamo quindi dare all’ambiente che ci ha formato il giusto rispetto, perché da questo dipenderà anche il nostro futuro.

All’esposizione collaborano i Musei Civici di Reggio Emilia che presentano alcuni fossili ritrovati sull’Appennino fra Modena e Reggio, utili a ricostruire l’ambiente e la vita delle nostre montagne in diversi tempi geologici.

Durante la mostra si terrà un ciclo di incontri pubblici con specialisti di primo piano, aperto venerdì 7 ottobre dalla conferenza del paleontologo Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia naturale di Milano. Argomenti degli incontri: “Dinosauri italiani, dinosauri diventati uccelli”, “Quando qui c’era il mare”, “I primi uomini a Bismantova e dintorni” e “La riserva di biosfera dell’Appennino tosco-emiliano”.

 

Tre presentazioni su due date riservate ai docenti

(di qualunque scuola)

Castello di Sarzano,

martedì 20 settembre, due incontri: ore 15 e 17 –

Anteprima della mostra con il curatore Franco Capone

Musei Civici di Reggio Emilia, sala agorà,

giovedì 22 settembre: ore 17 –

Incontro personale con il curatore Franco Capone e documentazione video

 

La visita della mostra con guida l’antropologo Franco Capone in persona è del tutto gratuita per le classi scolastiche accompagnate dai rispettivi docenti.
La visita del castello, con guida di IdeaNatura, è opzionale dietro prenotazione, a costo convenzionato. È escluso dall’organizzazione il trasporto.
L’esercizio ristorativo alberghiero il Falco Pellegrino organizza merende di mezza mattina o pomeriggio dietro prenotazione.

 

Segreteria organizzativa è IdeaNatura (www.ideanatura.org )

info e prenotazioni: tel 338 6744818

 

Le pietre della vita è parte di “Con Demetra”, il programma di cultura ambientale che, con il contributo di Iren, da 9 anni porta personalità e testimonianze di rilievo a contatto diretto con la popolazione dell’Appennino reggiano.

Questa iniziativa si avvale del patrocinio e della collaborazione dei Musei Civici di Reggio Emilia e della Lipu Oasi di Bianello. L’iniziativa scientifico-didattica Le pietre della vita è coerente con le finalità del recente riconoscimento UNESCO nell'ambito del programma MaB (Man and Biosphere) assegnato all'Appennino Tosco Emiliano, divenuto ora Riserva di Biosfera. La mostra è anche parte del progetto “Il nido nell’erba”, che gode del patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

PRESENTAZIONE MOSTRA IN ALLESTIMENTO AI DOCENTI 20 SETTEMBRE

 

 

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I numeri della mostra

dal 24 settembre al 30 ottobre

Totale classi coinvolte: 53, Ragazzi: 874, Accompagnatori: 65

Visitatori nei weekend ed alle conferenze

oltre 600 persone

Totale oltre 1500 persone

Contribuiti dai ragazzi del Liceo Chierici Reggio Emilia

"Noi classe 2'B siamo andati, il 13 ottobre, con la prof di biologia (perché durante l'anno affronteremo l'argomento sull'evoluzione naturale) e la prof di  storia e italiano, a visitare il castello di Sarzano e la collezione di fossili di Franco Capone (antropologo e collaboratore del mensile Focus).

Uno dei tanti temi affrontati con l'antropologo è stato quello dell'evoluzionismo e il creazionismo, argomento tutt'ora ancora molto discusso.

La definizione di evoluzione in biologia, intanto, non ci dice esattamente come è nata la vita sulla terra, ma ci aiuta a capire come la vita si è diversificata nelle molte incredibili forme che vediamo intorno a noi e nei reperti fossili. Inoltre ci aiuta a dare un senso al modo in cui gli organismi moderni hanno continuato ad adattarsi e a cambiare.

L'evoluzionismo, invece, è l'insieme delle teorie filosofiche e scientifiche che ammettono la mutazione delle specie viventi da forme primitive e rudimentali verso forme più complesse.

Prima che venissero elaborate le moderne teorie evoluzionistiche, Anassimandro (filosofo greco) per primo parlò di una sorta di evoluzione, dicendo che i diversi organismi derivavano  dai pesci.

Questa antica elaborazione ovviamente non era supportata da molte prove, e venne, insieme a molte altre teorie tipiche dell'età dei Greci e dei Romani, spazzata via dall'impatto culturale del cristianesimo, che sosteneva che le specie erano immutabili perché perfette (in quanto volute da Dio).

Tuttavia non dobbiamo pensare che tutto il mondo medievale la pensasse nello stesso modo, infatti Ibn Khaldun uno dei più importanti pensatori del Marocco già nel 1300, in un suo testo presentò una teoria che diceva che l'uomo era nato e sviluppato dalle scimmie attraverso un processo che moltiplicava le specie: fino all' 800 però prevalse la visione del Cristianesimo. Molti altri esperti si immedesimarono in questo argomento presentando altre teorie simili, con in comune il principio già detto da Anassimandro. 

La teoria che ancora oggi è alla base di tutto il pensiero evoluzionistico, fu sviluppata da Charles Robert Darwin un biologo e naturalista Britannico.

Darwin poté sviluppare la sua teoria dell'evoluzionismo grazie ad alcune esperienze, in particolare un viaggio su un brigantino sul quale Charles lesse numerosi saggi, di vari esperti, che lo portarono alla sua teoria.

Nel 1842 avviene la prima stesura della sua teoria, ma per vedere l'edizione pubblicata del suo famoso libro "l'origine delle specie" dovremmo aspettare il 1859.

All'interno del suo scritto, possiamo trovare, una frase molto famosa che riassume il concetto generale espresso nel libro e il pensiero di Darwin : "l'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina, più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente dagli animali".

Nonostante la scienza abbia dato una risposta certa, in America (soprattutto negli Stati Uniti) ma anche in altri posti in Europa, ci sono ancora numerosi dibattiti anche sul l'insegnamento nelle scuole dell'evoluzionismo e il creazionismo.

Per dare il senso, che questo argomento sia tutt'ora molto discusso, si può far riferimento all'immissione nel 2004, della teoria sull'evoluzionismo di Darwin nelle scuole secondarie di primo grado.

Subito dopo però nel 2005 dopo numerosi dibattiti la teoria di Darwin venne reintrodotta nei programmi della terza media.

Il creazionismo invece è una teoria biologica secondo la quale le specie animali e vegetali oggi esistenti sarebbero state create così quali sono, e tali si sarebbero perpetuate nei secoli.

Questa discendenza non è una "teoria", come fingono di credere i creazionisti per metterla sullo stesso piano delle loro favole, ma è solo un pensiero.

Secondo la Bibbia infatti un solo Dio creò in sei giorni il cielo, la terra e l'uomo "a sua immagine e somiglianza".

Quando le scoperte archeologiche cominciarono a dimostrare la discendenza dell'uomo moderno da tipi umani molto più somiglianti alle scimmie, il mito biblico fu messo in dubbio. Non si sa fino a che punto i credenti ne furono turbati, ma le chiese giudaico-cristiane si trovarono in imbarazzo (anche a causa di quell'infelice trovata dell'immagine e somiglianza, che suggerisce l'idea di un Dio-scimmia).

Per risolvere questo problema, nel 1857 lo zoologo britannico P.H. Gosse propose un'idea che diceva che Dio non ha mai creato dinosauri, ominidi ed altri animali antichi, ma solo i loro scheletri; così troviamo le loro ossa, ma i dinosauri e gli ominidi non ci sono mai stati. Il povero Gosse fu messo in ridicolo da credenti e non credenti; i giornalisti ridussero la sua tesi alla dottrina che Dio aveva nascosto i fossili sotto terra per mettere alla prova la fede dei geologi.

Due anni dopo la trovata di Gosse, Charles Darwin pubblicò il suo libro ma l'opera provocò reazioni furibonde negli ambienti ecclesiastici e tra gli "scienziati" conservatori;

Darwin fu attaccato anche dai giornali reazionari che dopo la sua morte scrissero una storia non vera su una sua presunta conversione al cristianesimo; ma tutto questo non impedì le innumerevoli ristampe del libro e la sua diffusione mondiale.

Un altro accanito dibattito creazionista si svolse per secoli, tra opposte fazioni di teologi cristiani, su una questione inutile: Adamo ed Eva, essendo stati creati già adulti, avevano o no l'ombelico? Il problema teologico non è stato ancora risolto.

Lo scienziato Albert Einstein rispose in tal modo a una bambina che gli chiese se gli scienziati pregasserono: “Chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l'esistenza di uno spirito immensamente superiore a quello dell'uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili”.

Rispondendo così, si può evincere che Einstein credeva nel creazionismo.'

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